ROCCA DI NETO

ROCCA DI NETO

Percorrendo la bassa valle del fiume Neto giungiamo a Rocca di Neto. Il comune, della Provincia di Crotone, è posto nella fascia collinare presilana a nord del Marchesato. Distrutta dal terremoto del 1832, venne ricostruita più in alto, a breve distanza dal sito in cui sorgeva il vecchio borgo, assumendo il nome di Rocca Ferdinandea, in onore al Re di Napoli Ferdinando di Borbone. Riprende l’antico nome di Rocca di Neto dopo l’unità d’Italia nel 1863. Passeggiando per il centro si può visitare la Chiesa di Santa Filomena, realizzata nel 1844 dalla famiglia gentilizia dei Marrajeni per devozione e grazia ricevuta. Di piccole dimensioni la chiesa presenta una sobria facciata scandita da alte lesene e sormontata da un timpano, con ai lati due piccole strutture campanarie. Un altro luogo di culto è il Santuario della Madonna delle Terrate⛪️, edificato nel 1178, nel periodo normanno, sotto la guida spirituale e culturale dei monaci Cistercensi della Sambucina di Luzzi. In quel periodo Rocca di Neto si chiamava Casale di Terrate, da qui il nome del monastero. Al centro della struttura era presente una botola che conteneva l’ossario, che attraverso una gradinata portava al cimitero, posto all’esterno del monastero. Dopo pochi decenni, questo luogo sacro fu profanato e trasformato in una palazzina popolare. Solo nel 2008 fu ristrutturato, benedetto e riconsegnato ai fedeli. Interessanti sono pure i palazzi edificati dalle famiglie nobiliari che meriterebbero interventi conservativi . All’esterno dell’abitato sono da vedere le grotte rupestri della vecchia Rocca, il Santuario della Madonna delle Sette Porte ed i resti del Convento degli Agostiniani.

Le grotte rupestri sono insediamenti di origine magno-greca scavate nella collina risalenti al periodo Ellenistico. Anticamente, anche qui come in altri centri della provincia, erano adibite ad abitazioni, luoghi di culto e di meditazione, come testimoniano i graffiti con croci, realizzati nell’ampia nicchia della parete di fondo di un’ampia grotta. Il Santuario della Madonna di Sette Porte, costruito nel 1662, è situato nel luogo dove sorgeva una piccola cappella, chiamata cella dell’eremita, costruita nel 1400. Il nome Sette Porte fu scelto dal popolo rocchitano per le sette grazie concesse dalla Vergine, dopo un lungo periodo nel quale fu martoriato. Rocca di Neto basa gran parte dell’economia sul comparto agricolo, con importanti produzioni , aziende di trasformazione e commercializzazione. La tradizione culinaria si basa su prodotti dall’intenso sapore con l’uso di peperoncino piccante e di prodotti spontanei come finocchietto aromatico, cippolline selvatiche, cicoria, etc. Anche a Rocca di Neto è diffusa , tra la popolazione, l’usanza di preparare le conserve da utilizzare durante tutto l’anno. Ovviamente come da tradizione

IMMAGINI:

1 Panorama

2 Palazzo comunale

3 Chiesa di Santa Filomena

4 Santuario della Madonna delle Terrate

5 Cupola, Santuario della Madonna delle Terrate

6 Particolare, palazzo nobilare

7 Grotte rupestri

8 Particolare, Grotta rupestre

9 Santuario della Madonna di Sette Porte

Testi e Foto di Maria Francesca Greco - Tirocinante Bluocean’s Workshop patrocinato da National Geographic, realizzati per il progetto "B-Kroton- Il bello della provincia di Crotone" dedicato ai ventisette comuni della provincia di Crotone.