Mediazione civile e commerciale

Dal 20 marzo 2010 è in vigore il D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28, relativo alla "mediazione delle controversie civili e commerciali". Il provvedimento introduceva, all'art. 5, l'obbligatorietà del tentativo di conciliazione in una serie di materie ivi indicate. Tale obbligatorietà, venuta meno a partire dal 13 dicembre 2012, a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della sentenza della Corte Costituzionale n. 272, è stata ripristinata dal c.d. “Decreto del fare” (D.L. n. 69/2013) a decorrere dal 20 settembre 2013.

Pertanto, a partire dalla suddetta data, chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa ad una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto, assistito dall’avvocato, preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione.

Ove tutte le parti aderenti siano assistite da un avvocato, l’accordo che sia stato sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, l’esecuzione per consegna e rilascio, l’esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. Gli avvocati attestano e certificano la conformità dell’accordo alle norme imperative e all’ordine pubblico. In tutti gli altri casi l’accordo allegato al verbale è omologato, su istanza di parte, con il decreto del presidente del tribunale, previo accertamento della regolarità formale e del rispetto delle norme imperative e dell’ordine pubblico.

I benefici fiscali previsti dal decreto legislativo sono: esenzione dell'imposta di bollo su tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di mediazione; esenzione dall'imposta di registro per il verbale di accordo entro il limite massimo di 50.000 euro, il riconoscimento alle parti che attivano la procedura di un credito di imposta massimo di 500 euro, ridotto della metà in caso di insuccesso della mediazione, da far valere sulla dichiarazione dei redditi per il pagamento delle indennità dovute all'organismo di conciliazione; rapidità della conclusione del procedimento (entro quattro mesi dalla proposizione della domanda); la validità del verbale di accordo quale titolo esecutivo per l'espropriazione forzata, per l'esecuzione in forma specifica e per l'iscrizione di ipoteca giudiziale.

Inoltre, i soggetti che si trovano nelle condizioni per l’ammissione al Patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. 115/2002, possono fruire gratuitamente della procedura di mediazione.

Ai sensi dell'art. 4 del D.Lgs 28/2010 la mediazione civile e commerciale deve essere esperita presso un organismo, iscritto nel registro istituito presso il Ministero di Giustizia, nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia e dovrà concludersi entro tre mesi dal deposito della domanda.

Il servizio di conciliazione della Camera di Commercio di Crotone è iscritto al registro istituito dal Ministero di Giustizia. Pertanto è possibile avvalersi dei vantaggi previsti dal citato Decreto attivando la procedura di mediazione presso la Camera di Commercio di Crotone.

Per maggiori informazioni si prega di contattare il servizio di conciliazione della Camera di Commercio di Crotone ai seguenti recapiti telefonici: 0962/6634227 - 207 - 246.

Ultima modifica: Mercoledì 28 Ottobre 2020